Il miracolo di Natale

Un po' isolato dal piccolo paese, nelle montagne liguri, tra un bosco di castagni e un grande prato, ormai coperto di neve, c'era un vecchio e ormai cadente casolare. In mezzo all'aia, troneggiava un antico pozzo, gioiello della casa, assai prezioso, dato che quest'ultima era priva di corrente e quindi di luce elettrica. Perci˛, oltre a procurare l'acqua, serviva anche da frigorifero, per mantenere freschi i cibi.

Vivevano nella casa, due anziani contadini, in compagnia di pochi animali, la loro unica ricchezza.

Capo indiscusso dell'aia era CRESTA ROSSA il vecchio e saggio gallo.

Quel giorno c'era un gran fermento tra gli animali del cortile. Come ogni anno, quando si avvicinava il Natale, sull'aia si respirava la paura.

Presto qualcuno doveva finire a frullare nel pozzo, in attesa di fare bella figura nel pranzo della Festa. La gallina CoccodŔ era la pi¨ tranquilla. Le sue uova erano una fonte di cibo per i suoi padroni, ma galletto Chirichý, pollastrella Chiarina, l'oca Boccadoro e tacchino Glugl¨, erano davvero preoccupati. L'anno prima il loro amico Checco cappone era finito in pentola, dopo aver passato ormai spennato, una lunga notte nel buio pozzo. Cresta Rossa, chiam˛ dunque a raccolta gli amici e decise di indire un referendum sullo sciopero della fame, al quale tutti aderirono prontamente e da quel momento rifiutarono il cibo.

Forse trovandoli magri e denutriti, i padroni li avrebbero risparmiati.

Questo digiuno preoccup˛ molto i vecchietti: i loro animali avevano certamente contratto una terribile malattia, che li faceva deperire giorno dopo giorno. Cosa fare dunque? Non avrebbero certo rischiato la loro salute mangiandone la carne, per˛, il pensiero li angustiava molto, avrebbero dovuto sopprimerli tutti per evitate il contagio.

Ci˛ li rese molto triste, in fondo erano loro affezionati, anche se una volta all'anno, qualcuno veniva sacrificato sulla loro mensa. Il doloroso compito lo rimandarono comunque al ritorno dalla Messa di Mezzanotte. Intanto per˛ si doveva cambiare il men¨ di Natale. Dopo un attento esame si decise per una zuppa di pesce e la vigilia, nel pozzo al fresco, ci finirono tanti pesciolini-

Il nostro Gallo aveva seguito, con attenzione, tutti i preparativi, il loro piano dunque, aveva funzionato e questa volta erano tutti salvi. La sua allegria dur˛ ben poco, quando sentý per caso, ci˛ che li aspettava nella notte Santa. E venne presto il momento dell'addio. La vecchina and˛ a salutarli, con le lacrime agli occhi, e mise ancora una volta, senza speranza, una grossa ciotola di ottimo mangime con grano e granturco davanti al pollaio. Poi si allontan˛ col suo vecchio, per recarsi alla chiesa del paese.

"Presto", ordin˛ allora Cresta Rossa, "dobbiamo magiare tutto il cibo lasciatoci, prima del ritorno dei nostri padroni" e dando l'esempio, incominci˛ a beccare quei semi prelibati. In un momento tutti insieme ripulirono la ciotola, scrollarono le penne, lucidarono i becchi e alzarono le creste. Ora il loro aspetto era decisamente migliore.

Non so dirvi la meraviglia dei cari vecchietti, quando al ritorno dalla Messa, trovarono i nostri eroi, ben pasciuti e pimpanti, che li accolsero con un coro di chicchirichý, coccodŔ, qua qua e glugl¨, che li fecero gridare di gioia. Certamente quella notte il Bambinello era stato buono anche con i loro piccoli amici, facendoli guarire da quella misteriosa malattia, con un Suo prodigioso "Miracolo".

E miracolo fu, perchŔ pi¨ nessuno di loro finý in pentola!!