Fiabe dal mondo

La leggenda del Carciofo  -  Antica Grecia 

 

 

Una leggenda greca narra che Zeus (re degli dei) si innamorò della ninfa Cynara.

Le ninfe erano considerate delle divinità minori legate alla natura, superiori agli uomini ma inferiori agli dei. Esse vivevano nelle acque dei laghi o dei fiumi, tra le montagne, nei boschi o in ogni altro luogo della natura. Tra loro vi era anche la bellissima Cyrana.

Ella aveva un volto luminoso dalla pelle rosata e occhi verdi dalle rarissime sfumature viola. Un corpo snello e proporzionato e un portamento elegante e flessuoso. I suoi lunghi capelli erano color cenere e proprio per questo le era stato dato il nome di Cynara (che significava appunto cenere).

Pur avendo un animo buono e un cuore gentile Cynara era una fanciulla orgogliosa e volubile. Così quando Zeus cominciò a farle la corte, lei lo rifiutò. Naturalmente Zeus non si diede per vinto e accolse il rifiuto come un invito ad insistere. Dopo numerosi tentativi comprese però che Cynara non avrebbe mai ceduto alle sue lusinghe e naturalmente si arrabbiò. Zeus riteneva inaccettabile che una ninfa rifiutasse il corteggiamento del re degli dei, perciò in un moto d'ira decise di trasformare la fanciulla in un vegetale che in qualche modo le assomigliasse.

Avrebbe dovuto essere verde, spinoso e rigido all'esterno, come era stato il carattere orgoglioso e volubile di Cynara, ma dentro doveva custodire un cuore tenero e dolce, come l'animo della ragazza, e doveva avere un colore viola, come i suoi occhi. Nacque così il carciofo. 

Di tale mito non si rileva traccia ufficiale nei maggiori autori antichi e pare che le origine del carciofo affondino le proprie radici ben prima di quando non sia collocata la nostra leggenda. Sembra infatti, che prima di giungere nell'antica Grecia la pianta abbia fatto un lungo viaggio partendo dall'Africa.

Il suo nome scientifico è Cynara Scolymus e il suo antenato è il cardo.

L'odierno nome del carciofo, infine deriva dalla parola araba Harsciof o Al-Kharshuf che significa spina di terra e pianta che punge.

 

(tratta dalla rivista Il Messaggero)